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Storia

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Arba tra antico e moderno

   
 

Il territorio di Arba era certamente abitato fin dal secondo millennio avanti Cristo come ci dimostrano i tumuli funerari rinvenuti nella zona a sud del paese denominata Marcisinas. Si tratta di sepolture che per le caratteristiche degli oggetti ritrovati (frammenti di vasi di pasta impura di varie forme e disegni uniti ad ammassi combusti di cenere ed ossa) ci fanno pensare ad una popolazione celtica insediatasi nella zona attorno al 2000 a.C.

I reperti in ceramica, laterizio, terracotta e ferro ritrovati negli scorsi anni fanno pensare ad un territorio abitato in età romana da una popolazione tenacemente impegnata nella coltivazione del terreno arido e poco adatto all'insediamento. Di particolare interesse è la villa rustica rinvenuta nella zona dei "prâs dal cjampanêli", la più importante del comprensorio Cellina-Meduna per stato di conservazione.

Dopo questo periodo non si hanno notizie sulla zona per alcuni secoli. Le invasioni barbariche si succedettero a lungo, almeno sino alla fine del IX secolo, epoca delle ultime invasioni ungare. Cessate le invasioni, i patriarchi di Aquileia e i vescovi iniziarono a presidiare la zona costruendovi alcune fortificazioni. In questo periodo sorse la cortina di Arba e l'agglomerato urbano. Il nucleo primitivo si era probabilmente formato in epoca longobarda o franca. Il nome deriva molto probabilmente dal latino harvum (campo arato) anche se altre tesi lo farebbero derivare dal nome herba (erba, prato).

Le prime testimonianze scritte di Arba, "villa" sottostante alla giurisdizione del castello di Meduno, si hanno attorno al 1186 quando viene nominata per la prima volta in una bolla di Urbano III al vescovo Gionata come possedimento della mensa vescovile: "curtem et villam de Arba cum omnibus pertinentiis suis".

In questa data la chiesa  di S.Michele Arcangelo (non l'attuale comunque) non era stata ancora eretta dato che non viene nominata nel documento. Fu comunque costruita durante (se non prima) la reggenza di Jacopo d'Ottonello, quindi tra il 1290 e il 1320.

Particolare molto interessante è dato dall'esistenza della cortina (muro fortificato) al centro del paese. Arba nel 1600 (disegno tratto dal libro ''Arba in bianco e nero'')Di questa cortina se ne è persa ogni traccia o memoria ma la sua importanza non doveva essere secondaria sia perchè , come detto, faceva parte della giurisdizione del castello di Meduno, sia perchè, tipologicamente, la cortina arbese è una delle poche della zona chiaramente riconoscibili come nucleo fortificato. Probabilmente un presidio militare stanziava stabilmente in essa e, a tal proposito è interessante ricordare un episodio del 1385 quando, durante le dispute per l'elezione del Patriarca Filippo d'Alençon, la cortina fu completamente incendiata assieme alla villa dai soldati di Maniago.

Nel 1420 cambiò l'ordinamento politico del Friuli ma i vescovi di Concordia fecero valere il loro "diritto" di giurisdizione sulla villa nonostante il dominio veneto.

Il 24 maggio 1498 si stabilì di solennizzare il giorno di S.Urbano.

Agli inizi dell'autunno del 1499 ci fu l'ultima devastante invasione dei Turchi in Friuli. Arba subì marginalmente questa invasione, senza danni molto gravi, ma le notizie a tal proposito sono decisamente limitate.

Tra il 1527 e il 1528 morirono tra Arba e Tesis circa duecento persone di fame: questo ci fa decisamente capire in che condizioni di profonda miseria si trovasse la nostra zona in quel periodo.

Attorno al 1760 venne abbattuta buona parte della cinta muraria della cortina per costruire con i sassi della stessa la casa del cappellano.

Nel 1836 iniziarono i lavori di costruzione dell'attuale chiesa dedicata a S.Michele Arcangelo. Sulla costruzione della chiesa esiste una divertente "leggenda" che molti anziani ancora oggi ricordano: il popolo aveva chiesto da molto tempo la concessione del terreno del cimitero davanti all'antica chiesetta per costruirvi la nuova chiesa ricevendo però sempre risposta negativa da parte delle autorità competenti. Una notte, riunitasi in gran segreto, la popolazione scavò il cimitero, disseppellì le salme e gettò le fondamenta per la nuova chiesa; tutto in una notte.

[ testi e foto tratti da: http://digilander.libero.it/fer1 ]