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Diga di Colle

Diga di Colle

 

Il Messaggero 26 maggio 2006

   
 

Ambientalisti e Verdi stanno creando un fronte comune contrario alla realizzazione di una grande opera di consistente impatto ambientale quale la diga a Colle di Arba. I Verdi, attraverso il responsabile provinciale Stefano Mantovani suggeriscono di "dare maggiore ascolto alla gente dei fiumi", sia Legambiente, il cui rappresentante a Montereale Mario De Biasio sostiene di dare precedenza a "interventi che possano essere realizzati in tempi brevi e con minore dispendio economico".

 

E' fronte comune contro la realizzazione dello sbarramento a Colle di Arb all'indomani della comunicazione che il Piano di bacino per la sicurezza idraulica del Cellina-Meduna è diventato legge.

Ad esprimersi contro questa ipotesi è il presidente della Legambiente di Montereale Mario De Biasio, che da sempre sostiene le istanze del sindaco Elvezio Toffolo.

"L'approvazione da parte del Governo del piano di bacino era prevedibile - ha ammesso -. Certo, noi speravamo che il rinnovo dell'esecutivo dello Stato potesse rallentare l'iter, ma evidentemente il documento è stato approvato precedentemente".

Questo rappresenterebbe solo la logica conseguenza dell'approvazione definitiva del piano di bacino da parte della Regione avvenuta nel 2003, il documento in cui la grande opera di Colle è sorprendentemente balzata dall'ultimo al primo posto nell'elenco degli interventi da eseguire per la messa in sicurezza del bacino Cellina-Meduna.

"Spero che si possa riaprire la questione - ha proseguito De Biasio - e che nel frattempo vengano eseguiti studi geologici approfonditi. Dal nostro punto di vista dovrebbero essere realizzate prima le opere fattibili in tempi brevi e che costano meno. Solo al loro completamento si valuterà l'opzione della costruzione dell'opera di Colle".

E' stato riferito, inoltre, che nella prossima riunione del circolo verrà inserito questo argomento nell'ordine del giorno.

Critici sulla realizzazione di quest'opera anche i Verdi, contrari soprattutto alla realizzazione di opere così invasive senza aver prima condotto un ragionamento con le popolazioni locali.

"Si dovrebbe dare maggiore ascolto alla gente che vive lungo i fiumi - ha osservato il responsabile provinciale dei Verdi Stefano Mantovani - perché potrebbero essere una fonte preziosa per la progettazione degli interventi. Ad oggi manca un ragionamento organico con la popolazione - ha proseguito - ma tutto viene deciso dall'alto".

E' da sottolineare che, in base alle esperienze che l'esponente dei Verdi ha avuto con le popolazioni della pianura, a differenza di quanto si possa pensare neppure loro sono così convinte dell'utilità della costruzione della diga.

Secondo i Verdi, prima di intervenire con le grandi opere per porre rimedio a decenni di abbandono, politiche sbagliate e gestione errata dei bacini, ci si dovrebbe concentrare sulle soluzioni alternative quali la pulizia degli alvei, le opere di prevenzione, la manutenzione degli argini e gli interventi sulla loro composizione.

"Se e quando dovessero cominciare i lavori - ha promesso Mantovani - ci metteremo davanti alle ruspe".

Laura Venerus

Fonte: www.ilmessaggero.it