Comune Arba indietro 
  Comune Arba Home page / Rassegna stampa
Sicurezza in aula negata, atti in procura

Sicurezza in aula negata, atti in procura

 

30 marzo 2005

   
 
ARBA La minoranza chiede un Consiglio sulla microcriminalità, ma il sindaco non ci sta. Parola al tribunale
Sicurezza in aula negata, atti in Procura
Arba

Ad Arba si torna a discutere di microcriminalità e delle modalità da adottare per arginare questo fenomeno. Nei giorni scorsi il gruppo di minoranza aveva presentato una richiesta di convocazione straordinaria del consiglio comunale per discutere un ordine nel giorno nel quale si chiedeva all'ente locale di convenzionarsi con un istituto di vigilanza privata così da far pattugliare il territorio, nelle ore notturne, da guardie giurate.Il sindaco Elvezio Toffolo ha rispedito al mittente tale richiesta senza evaderla, perché esiste una precisa normativa, diramata dalla Questura di Pordenone, che censura questo tipo di atteggiamento e in particolare la possibilità di rivolgersi alla vigilanza privata per il pattugliamento del territorio.

In sostanza l'unico organo deputato alla salvaguardia e alla tutela della pubblica incolumità è lo Stato attraverso tutte le sue forze dell'ordine. Il sindaco ha comunque precisato che, nell'ambito del prossimo Consiglio comunale ordinario, si discuterà di queste problematiche. Il suo rifiuto non è comunque stato digerito dai consiglieri di opposizione i quali, tramite il portavoce Carmine Mucciolo hanno annunciato di aver inviato l'intero incartamento alla Procura della Repubblica di Pordenone in quanto ritengono che il sindaco, non convocando nei termini le assise municipali, abbia leso un loro diritto.«Non capiamo questo atteggiamento di chiusura del primo cittadino rispetto ad una problematica così importante» - fa sapere Mucciolo . E prosegue: «Un atteggiamento tanto più strano appare il rifiuto del sindaco a convocare un Consiglio se si pensa che fu proprio lui a sollecitare una maggior presenza di forze dell'ordine per pattugliare i territorio. Invece di cassare la nostra richiesta avrebbe dovuto discuterne di fronte all'assemblea cittadina e poi decidere se emendare o accogliere il nostro ordine del giorno».

«Rifiutando il confronto - prosegue Mucciolo - si sottrae anche alle critiche che noi avremmo rivolto rispetto alla gestione comunale dei fondi che la Regione erogò per adottare strategie di rassicurazione civica. Abbiamo letto che a Sesto al Reghena sono stati acquistati automezzi da dare in comodato alle guardie volontarie che perlustreranno il territorio. Qui da noi cosa si è fatto per ottenere i finanziamenti e per gestire questa fase di vera e propria emergenza?».

Lorenzo Padovan

Fonte: www.gazzettino.it