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Diga di Colle, simulazioni si Internet

Diga di Colle, simulazioni si Internet

 

17 marzo 2005

   
 
MONTEREALE VALCELLINA L'amministrazione comunale ha messo in rete sul suo sito il progetto che mostra quale impatto potrà avere lo sbarramento sul territorio
Diga di Colle, simulazione su Internet
Arba

(lor.pad.)- Il progetto dello sbarramento di Colle torna ancora una volta a far discutere.

Dopo le polemiche che hanno tenuto banco nei giorni scorsi, a Cavasso Nuovo durante il Consiglio comunale, assise che ha votato all'unanimità la proposta di predisporre uno studio di fattibilità sulla diga di Colle, ora è la stessa Amministrazione di Arba a scendere in campo in prima persona. E lo fa denunciando quello che definisce «il progetto devastante che si vorrebbe realizzare a Colle».

Per far capire alla popolazione in modo concreto di che cosa si parla rispetto alla sbarramento di Colle, per far comprendere realmente come sarà la struttura, che impatto avrà sul territorio attorno, l'amministrazione comunale guidata da Elvezio Toffolo ha dato incarico ad un gruppo di programmatori del luogo di dar vita a una simulazione fotografica del "famigerato" manufatto.

Il Piano di bacino per la sicurezza idraulica del Livenza approvato nel febbraio 2003 si legge nella nota diffusa dal Comune assieme alla simulazione dell'impatto che provocherebbe la diga - prevede come primo intervento strutturale, per la difesa della pianura dalle alluvioni,la realizzazione di un imponente sbarramento sulla stretta di Colle immediatamente a monte del ponte. Si tratterebbe - prosegue la nota del Comune - di una diga alta circa 30 metri che formerebbe un bacino temporaneo in grado di contenere fino a 40 milioni di metri cubi d'acqua. Le preoccupazioni di chi vive nei paesi vicini a questo manufatto sembrano legittime e ben rappresentate dalle foto pubblicate nel sito del Comune (www.comunearba .it).

Il Comune sta raccogliendo elementi di rafforzamento all'opposizione del progetto della diga conclude la nota dell'amministrazione comunale-, con la convinzione che altri interventi a minor impatto ambientale possano garantire il raggiungimento degli stessi obiettivi di salvaguardia dei territori di pianura dalle alluvioni.

Fonte: www.ilgazzettino.it