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Arba, una banda di malfattori...

Arba, una banda di malfattori...

 

05 marzo 2005

   
 
Arba
Una banda di malfattori ...
Arba

Una banda di malfattori è entrata in azione ad Arba , attorno alle 3 di ieri notte, nelle vie Manin e Pascoli, mettendo a segno alcune razzie con la tecnica dell'azoto sul cilindretto della serratura: tre le case violate (bottino: monili, denaro e telefonini) e un'altra solo scassinata, mentre un quinto cittadino, svegliato dai rumori dei ladri, si è alzato e li ha messi in fuga. Si tratta soltanto dell'ultimo episodio di una serie di furti.

Il più preoccupante risale a qualche giorno fa: la vigilessa ha notato tre individui sospetti che stazionavano in auto nei pressi del municipio e si è avvicinata per identificarli. Appena raggiunta la vettura, è stata dapprima insultata e, quindi, strattonata, finendo all'ospedale di Maniago per curare le abrasioni riportate. Nemmeno i veicoli in sosta sono stati risparmiati dalla microcriminalità: non si contano le vetture violate, tanto che il centro di formazione professionale ha dovuto aprire i cancelli e far affluire i veicoli degli studenti all'interno. In questo quadro desolante il sindaco Elvezio Toffolo che ha lanciato l'allarme: «Siamo di fronte a una situazione eccezionale: è necessario che il Prefetto convochi subito un vertice per cercare di stabilire delle misure preventive di fronte al dilagare dei crimini. Urge un potenziamento delle forze dell'ordine: i 50 carabinieri troppe volte annunciati non possono essere distaccati in questa zona rispetto all'apertura della caserma di Spilimbergo, ma devono essere assegnati subito. Tutte le loro energie sono assorbite dalla ricezione delle denunce: occorre qualcuno che si dedichi solo all'attività investigativa».

Alle proteste del sindaco si aggiungono quelle dei cittadini, che si sentono presi in giro. «Qualche tempo fa - ha dichiarato Silvana Miotto, che coordinava un progetto di controllo del territorio affidato a una ditta specializzata di vigilantes - una trentina di famiglie (ma anche il municipio, la banca e alcuni esercizi pubblici) aveva organizzato un consorzio che pagava di tasca propria chi pattugliava il territorio di notte. L'esperienza - durata un anno, senza che si registrasse alcun furto - è finita perché ho ricevuto una multa di mille euro dalla Questura, in quanto non avevo la licenza per operazioni di intermediazione nel settore della vigilanza privata: il Prefetto ha poi dimezzato la sanzione, perché abbiamo dimostrato che non c'erano utili, ma solo il desiderio di dormire sonni tranquilli. Quel progetto è naufragato (senza consorziarsi il costo per la vigilanza diveniva insostenibile, ndr) a seguito di quel verbale, nel quale si ribadiva come fossero le forze dell'ordine a dover garantire la tutela della sicurezza della collettività: pretendiamo che ciò accada davvero».

Lorenzo Padovan

Fonte: www.ilgazzettino.it